Il biofeedback è una metodica che è stata perfezionata nel corso degli ultimi 20 anni e che si è dimostrata utile nel trattamento di alcune forme di cefalea come l'emicrania. Combina la moderna tecnologia con antiche pratiche orientali e con acquisizioni della psicologia. Si fa uso di dispositivi piuttosto complessi per monitorare accuratamente varie funzioni dell'organismo, come frequenza cardiaca, pressione arteriosa, temperatura, tensione muscolare e l'attività elettrica cerebrale. Fornendo all'individuo informazioni sul livello di queste attività, il biofeedback consente di imparare a controllare una funzione dell'organismoche risulta alterata. La tecnica si basa su un sistema di informazione a feedback, il soggetto ascolta un suono di frequenza proporzionale al livello di contrazione muscolare del distretto interessato, rilevato con elettromiografia (EMG). Con questa tecnica associata a metodi di rilassamento, i ll paziente con emicrania non solo impara a ridurre l'attività elettromiografica del muscolo frontale o dei muscoli trapezi, ma mostra anche una sensibile riduzione della frequenza della cefalea.
L'utilizzo di una combinazione di biofeedback e training autogeno é risultato efficace nella profilassi dei pazienti emicranici, in quanto capace di ridurre la frequenza di attacchi attraverso il controllo dei disturbi d'ansia.
Poiché il 50% dei pazienti con problemi di cefalee soffre anche di algie cervicali di varia eziologia, trova spesso utilità l'impiego della TENS (stimolazione elettrica nervosa transcutanea) che viene applicata mediante un apparecchio non più grande di un pacchetto di sigarette.
La fototerapia, ovvero l'esposizione a brevi sedute di "bagni di luce", è indicato in quelle forme di emicrania con associata sintomatologia depressiva, disturbi del ritmo sonno-veglia e disturbi perimestruali.